La fuga tra le piastrelle

La fuga tra le piastrelle. Cioè la distanza che viene lasciata tra una piastrella e l’altra. Definisce l’aspetto estetico del pavimento ma ha anche e soprattutto funzione di giunto elastico in grado di attutire le sollecitazioni a cui la struttura può essere sottoposta nel corso del tempo (assestamenti o dilatazioni).

La regola è che la posa deve avvenire sempre con fuga. Può essere minima (1/2 mm) in caso di piastrelle rettificate. Più ampia per piastrelle non rettificate. 

Piastrelle rettificate e non rettificate.

RETTIFICATE. Hanno bordi squadrati meccanicamente. Cioè con bordi rifilati a 90°. Le piastrelle sono tutte della stessa dimensione.

NON RETTIFICATE. Sono quelle classiche, con bordi naturali da pressa, solo smussati e non perfettamente perpendicolari.

Valutazione estetica

Gres porcellanato. Le piastrelle rettificate possono essere posate molto vicine, quindi le fughe sono molto sottili. Per il loro riempimento si possono utilizzare stucchi in tinta. Il risultato è una pavimentazione omogenea, un effetto monolitico adatto ad ambienti moderni. Le piastrelle non rettificate necessitano di fughe più spesse.  La colorazione del sigillante potrà essere tono su tono oppure a contrasto per ambienti più tradizionali.

Cementine. Le fughe devono essere di 2 mm. Questo consente di non modificare l’armonia del disegno, il sufficiente spazio di riempimento tra le mattonelle ed il loro giusto allinemento.

Cotto. E’ preferibile una fuga abbondante, capace di accomodare le irregolarità tipiche della piastrella.

 

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