LOCKDOWN – Progettare case dopo

La casa. Abituati a viverla frettolosamente al mattino e con poca attenzione alla sera. Il Covid-19 è arrivato, inaspettato e senza darci il tempo di capire come organizzarci. Stando chiusi tutti insieme ci siamo accorti di avere abitazioni inadeguate e di quante cose mancano. Lo spazio in primis, le comodità, la familiarità con la nostra casa. In molti forse non la conoscevano neanche.

E allora questo lockdown sarà l’imprevisto da cui ripartire. E l’occasione per imparare a progettarla meglio.

Come? Tornando a progettare con osservazione, scommessa, sfida, visione di quello che ci sarà poi.

Le case non sono solo disegni, nati casualmente. Devono tornare ad essere il risultato di uno studio, di esperienze fatte, ispirazioni avute, soluzioni pensate e di ascolto perché devono soddisfare le esigenze di che abita.

Ci sono stati anni in cui si è costruito troppo e male. Standardizzando. Limitando le dimensioni ai minimi di legge.

Penso invece a futuri spazi domestici per tutti non solo dignitosi ma intelligenti, salubri, resilienti e confortevoli.

Intelligenti. Case pratiche e di aiuto in qualsiasi circostanza, piccole o grandi che siano.  

  • Attribuire funzioni agli ambienti perché siano organizzati e non confusi;
  • Ottimizzare lo spazio per non sprecarne, usare soluzioni su misura che permettano di sfruttare al meglio ogni angolo.
  • Pianificare le superfici per i più piccoli e per le loro attività;
  • Individuare lo spazio per il lavoro da casa;
  • Progettare gli impianti con attenzione, considerare la domotica che, attraverso controllo domestico e risparmio energetico, può aggiungere confort e sicurezza alla casa.

Non tralasciare le superfici accessorie, sono vitali.

  • ripostigli dove sistemare oggetti, elettrodomestici, prodotti vari;
  • dispense per la spesa e le scorte;
  • spazi lavanderia;
  • Filtri tra interno ed esterno per riporre quello che ci ha accompagnato fuori prima dell’ingresso in casa (scarpe, ombrelli, cappotti ecc.).

Salubri. Case sane, che facciano bene alla salute.

  • valutare la qualità dell’aria indoor perché oltre che dai fattori esterni è contaminata anche dalle emissioni interne; 
  • costruire con materiali ed isolanti di buon qualità;
  • scegliere superfici facili da lavare e da spolverare;
  • dare possibilità di una adeguata aerazione naturale a tutti i locali;
  • attenzione all’orientamento delle stanze perché venga garantito il maggior numero di ore giornaliere di luce naturale.

Resilienti.  Case in movimento che all’occorrenza si adattano

  • Studiare la possibilità di attribuire agli ambienti ruoli differenti nel tempo;
  • individuare stanze da poter rendere indipendenti al bisogno;
  • rispettare un’adeguata coibentazione acustica tra le stanze;
  • ove è possibile includere sempre il secondo bagno;
  • prevedere partizioni scorrevoli che possono frazionare gli ambienti in zone indipendenti.

Confortevoli. Case che ci consentano di stare comodi, case belle secondo il gusto di chi le abita, case che accolgano e in cui è piacevole abitare.

  • superfici più abbondanti e più fruibili, che possono essere godute contemporaneamente da tutti i membri della famiglia;
  • finestre più grandi per interrompere le murature ermetiche e alleggerire le stanze e facciano entrare luce;
  • specchi per ampliare le dimensioni e riconoscerci ogni giorno;
  • piante perché hanno effetto depurativo e occuparci di loro fa bene all’umore;
  • il colore bianco che riflette la luce e aumenta la luminosità
  • i colori preferiti sulle pareti o nei complementi, perchè stimolano e danno vitalità agli ambienti;
  • spazi all’aperto, anche pochi mq di verde, un balcone, una terrazza, un tetto. Basta avere uno spazio dove poter cambiare la routine, goderci una giornata di sole o pranzare.

 

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