Superfici continue. La Resina Epossidica.

Le superfici continue sono capaci di caratterizzare gli interni con uniformità e quel caratteristico aspetto monolitico. Hanno una elevata qualità estetica e sono frutto di una lavorazione artigianale eseguita direttamente in opera, da considerarsi perciò unica per ogni ambiente.

Nell’articolo di oggi vi parlo della RESINA EPOSSIDICA o bicomponente. Aspetti tecnici e aspetti pratici e un pò della mia esperienza, quella di cantiere e quella personale perchè per la mia casa ho scelto la resina.

La RESINA EPOSSIDICA si presenta come un materiale liquido ottenuto dalla miscelazione di due diversi componenti

  • La resina vera e propria (componente A);
  • Indurente (componente B).

I due componenti devono essere miscelati seguendo una precisa procedura. Solo così si otterranno le migliori caratteristiche chimico-fisiche e quindi la migliore prestazione del materiale.

 I PREGI

Sono tanti. Le RESINE EPOSSIDICHE sono inodore, atossiche e non presentano emissioni nocive. 

Un pavimento in RESINA EPOSSIDICA

– ha un aspetto omogeneo, senza giunti o fughe, questo permette la massima igiene in casa e una pulizia facile;

– è caldo e setoso al tatto;

– è completamente impermeabile e resistente agli agenti chimici;

– ha una elevata conducibilità termica, quindi è perfettamente compatibile con i sistemi di riscaldamento radianti;

– resiste ai carichi

– può essere rinnovato e riportato allo stato originale con semplici passaggi e trattamenti;

– può essere realizzato su sopporti esistenti.

I DIFETTI

Ci sono. Ma possono essere corretti con comportamenti adeguati e la giusta attenzione in fase di progetto.

La RESINA EPOSSIDICA è soggetta a graffi e abrasioni. Nella maggior parte dei casi possono essere provocati dal calpestio e dal trascinamento non attento degli arredi. E’ buona norma utilizzare lo zerbino prima di accedere ai locali ed usare i feltrini per sedie, tavoli, armadi.

Può essere segnata anche con la caduta accidentali degli oggetti. Se si effettuano lavori in casa è necessario proteggere adeguatamente la pavimentazione.

La RESINA EPOSSIDICA è soggetta ad ingiallimento perché non reagisce bene all’esposizione prolungata ai raggi UV. Questo problema si può attenuare impiegando prodotti specifici durante il ciclo di posa.

Sul pavimento in RESINA EPOSSIDICA possono presentarsi anche piccole fessurazioni. Per evitare che questo accada è importante la preventiva e corretta valutazione del supporto di posa.

E gli animali domestici? Possono tranquillamente zampettare sulla RESINA EPOSSIDICA. La convivenza è facilitata dal fatto che la resina è idrorepellente. Però attenzione quando in casa ci sono animali a cui piace graffiare. Ecco, in questo caso, non consiglierei mai le superfici continue, che siano resina, microcemento o altre tipologie.

Il comportamento della RESINA EPOSSIDICA con gli impianti di riscaldamento a pavimento. Sono perfettamente associabili.  Il pavimento in resina può FESSURARSI solo se il massetto che ingloba l’impianto ha problemi. Quindi, prima della posa del pavimento in resina sarà necessario eseguire gli opportuni cicli di accensione/spegnimento del riscaldamento, che consentano la maturazione idonea del supporto evitando il rischio di future crepe.

LO SPESSORE

E’ sicuramente tra i migliori pregi di questo materiale. A seconda delle esigenze varia da pochi millimetri ad un centimetro. Nella maggior parte dei casi, per pavimentazioni e rivestimenti lo spessore medio è di due o tre mm.

SUPPORTI

Ogni ciclo applicativo deve essere progettato a seconda della tipologia costruttiva sulla quale si deve eseguire la posa e scegliendo ciò che meglio si adatta a quanto richiesto dal Committente.

Il supporto di posa è sicuramente l’elemento fondamentale per la riuscita di un ottimo pavimento in resina. Qualsiasi esso sia dovrà presentarsi pulito, fermo, coeso e perfettamente piano.  Provo di seguito ad affrontare i tre casi più usuali cioè resina su massetto nuovo (nuova costruzione), resina su superficie preesistente (ristrutturazione) e resina su superficie già trattata con resina (rifacimento).

  • Resina su massetto nuovo. Il massetto dovrà essere realizzato a regola d’arte, unico e non eseguito in più riprese. Prima della posa della resina dovrà essere maturo e dovrà esserne rilevato il grado di umidità. Si potrà procedere solo quando la superficie sarà completamente asciutta e stabilizzata. Questo per prevenire crepe o inestetismi che ne pregiudicherebbero l’uniformità. Prima  dell’applicazione della resina dovrà essere applicato il primer.
  • Resina su superfici preesistenti. Scegliere la resina per rivestire superfici può consentire di evitare i costi di rimozione dei pavimenti o dei rivestimenti esistenti e, considerato il minimo spessore, anche di intervenire sul dimensionamento delle porte per adeguarne l’altezza e sulle soglie d’ingresso. Si dovrà porre la massima attenzione al sopporto sul quale andrà stesa, dovrà essere in buona salute, stabile e ben ancorato alla struttura (la completa adesione delle piastrelle al sottofondo). Prima dell’applicazione della resina dovrà essere posata una rete in fibra da saldare al pavimento tramite una miscela di resina e cemento bianco selezionato che aiuterà a riempire le fughe tra le piastrelle.
  • Resina su superfici già trattate con resina. In questo caso il supporto andrà valutato. Se è perfettamente integro si eseguirà la carteggiatura della superficie, l’aspirazione delle polveri e la pulizia e poi si procederà con l’applicazione del nuovo strato di resina. Se si presenta logoro e non uniforme dovrà essere migliorato ed il film di resina vecchio dovrà essere completamente rimosso. Le procedure da eseguire, prima della stesura della nuova resina, prendono il nome di pallinatura e carteggiatura.

APPLICAZIONE 

Può essere applicata a spatola, a spruzzo o a rullo. È presente in commercio anche in forma auto-livellante, che consente di ricoprire un fondo in maniera uniforme.

IL COLORI E LE FINITURE

I colori a disposizione sono molti, come anche le marezzature cromatiche e gli effetti decorativi che possono essere realizzati. La finitura può essere liscia, spatolata, opaca o lucida.

GLI AMBIENTI

La resina è idonea a tutti gli ambienti. Dalla zona giorno alla zona notte, agli ingressi e ai vani scala. Eviterei di scegliere un pavimento in RESINA EPOSSIDICA per i vani accessori, ripostigli e lavanderie, dove ci si muove con meno attenzione. In cucina e soprattutto in corrispondenza delle aree di preparazione dei cibi non comporta nessun problema perchè non assorbe e non si macchia.

Nelle camere dei bambini e dei ragazzi è utilissimo usare un tappeto a protezione delle aree giochi e scrivania.

I BAGNI

Le superfici in resina sono adatte anche nei bagni e per rivestire le docce.

La resina tollera benissimo l’acqua calda e non è danneggiata dai saponi. Come per ogni bagno è buona norma smaltire il vapore acqueo, favorendo la ventilazione naturale.

Spesso vengono scelti stesso colore e finitura su pareti e pavimento. Si potrà perciò notare una lieve differenza visiva a causa della riflessione della luce, diversa sulle superfici orizzontali rispetto a quelle verticali, che darà origine ad un bellissimo gioco di volumi.

LA PULIZIA

La pulizia ordinaria di un pavimento in resina è molto semplice.

Si elimina la polvere e gli altri residui con un normale aspirapolvere. Si lava con detergente neutro ed acqua tiepida, usando un panno morbido ben strizzato.

Non usare detergenti aggressivi o particolarmente schiumosi ed arieggiare i locali per favorire l’asciugatura rapida.

Di solito vengono consigliati anche trattamenti periodici con cera. 

IL COSTO

Il costo cambia a seconda della tipologia scelta, dei colori, dell’effetto che si desidera ottenere e della superficie.

In media, un pavimento in resina epossidica prevede un costo che parte dai 70 euro al metro quadro per i rivestimenti più semplici e che raggiungere i 120-150 euro per quelli più particolari e con pattern personalizzati.

LA DURATA

Un buon pavimento in resina è il risultato di un lavoro di qualità, dalla scelta dei materiali all’esecuzione.  Una corretta manutenzione a seguire e la pulizia quotidiana influiranno positivamente sul mantenimento della pavimentazione. Si stima un’età media di oltre 10 anni, ma se ben tenuta anche decisamente di più.

I pavimenti in resina possono essere rigenerati mediante carteggiatura e applicazione di nuova resina. L’intervento è abbastanza veloce. L’unico inconveniente è che devono essere liberate tutte le stanze dagli arredi per evitare lasciare zone non trattate.

IL FAI DA TE

Possibile. Alcune aziende mettono a disposizione kit “fai da te” riservati a coloro che vogliono occuparsi personalmente della posa del pavimento in resina. Questo può essere accettabile nel caso di limitate superfici.

Tuttavia tra le cause principali di insuccesso per un pavimento in resina ci sono una sbagliata applicazione del materiale ed un prezzo d’acquisto del materiale troppo basso.

E’ assolutamente importante che l’esecuzione venga eseguita da personale professionalmente competente e preparato, che sia in grado di valutare prima il supporto sul quale si eseguirà la posa e poi di scegliere come intervenire progettando il ciclo idoneo di applicazione.

PERCHE’ HO SCELTO LA RESINA EPOSSIDICA PER LA MIA CASA 

Perchè trovo che abbia molta potenzialità espressiva. Ho scelto la finitura spatolata a tinta uniforme, caratterizzata dalla texture tipica dei prodotti applicati a spatola.‎ La superficie presenta lievi increspature che si animano con la luce naturale, ma rimane liscia e morbida al tatto.  Per esperienza posso dirvi che le pavimentazioni con finitura lucida sono le più delicate. Nelle varianti opache e spatolate i difetti e le imperfezioni si notano decisamente meno.

Ai tempi avevo progettato il ciclo di posa insieme alla ditta che se ne è poi occupata. E’ calpestata quotidianamente da più persone e da un cane, da oltre dieci anni. Nonostante tutte le accortezze qualche segno c’è, ma la visione generale che si ha entrando in casa è sempre quella d’insieme, quindi una superficie continua, l’impressione che lo spazio sia più ampio di quello che in effetti è e una sensazione di benessere. Al momento non necessita di nessun rifacimento. Non ho mai fatto trattamenti con cere. Aspiro e lavo con un panno morbido imbevuto di acqua tiepida e detersivo neutro.  Il rivestimento in resina sulle pareti del bagno è esteticamente molto piacevole e molto igienico, si pulisce semplicemente con spugna e detergente. 

Un pavimento in RESINA EPOSSIDICA non è prefinito ma si crea direttamente in loco. Non è quindi nè perfetto, nè regolare, nè lo stesso in tutti i punti. Inoltre nel tempo acquisisce segni indiscutibilmente più evidenti rispetto al gres o ad altre pavimentazioni. Sceglierlo significa essere consapevoli dei sui pregi e dei sui difetti e considerare che le sue imperfezioni sono una virtù.

testo hom&co.it –  don’t copy without permission

immagini via pinterest